COMUNICATO STAMPA:
Nell'ambito dell'astensione proclamata dall'UCPI e dall'OUA, si è tenuta a Bologna un'assemblea delle Camere Penali dell'Emilia Romagna e del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Bologna.
Gli avvocati hanno unanimemente espresso un giudizio molto negativo sia sul contenuto del recente provvedimento di modifica dell'ordinamento giudiziario approvato dal Senato, sia sul metodo con cui si è pervenuti a tale approvazione.
L'avvocatura ricorda che l'ordinamento giudiziario non può essere oggetto di una vertenza sindacale tra l'Associazione Nazionale Magistrati ed il Governo. Si tratta, invece, di norme con rilievo costituzionale che vedono quali primi interessati al funzionamento della giustizia i cittadini.
Degli utenti della giustizia, viceversa, non si è tenuto alcun conto, anzi questi non hanno avuto voce neppure per mezzo delle istituzioni che li rappresentano, giacchè il dibattito al Senato è stato contingentato e strozzato, il voto sottoposto ai dictat dell'ANM ed alla minaccia di sciopero. Il Ministro di Giustizia ha agito come mero emissario della magistratura associata, addirittura minacciando le proprie dimissioni qualora fosse stato accolto un emendamento della stessa maggioranza che prevedeva la presenza degli avvocati nei consigli giudiziari.
Con un simile metodo non poteva che ottenersi un consono risultato.
L'avvocatura unita continuerà a battersi perché la giurisdizione non sia “affare” della magistratura associata, perché si realizzi una vera separazione delle carriere tra giudici e P.M., perché vi sia una seria e selettiva formazione comune di magistrati ed avvocati, perché vi siano due separati Consigli Superiori, per Giudici e P.M., non governati da logiche di correnti, perché i Consigli giudiziari siano partecipati anche dall'avvocatura quale essenziale componente della giurisdizione.
La Camera penale dell'Emilia Romagna e l'Ordine bolognese hanno deciso di tenere alla ripresa autunnale una Conferenza Regionale sullo stato della giustizia in Emilia Romagna, coinvolgendo i cittadini, le istituzioni regionali, provinciali e dei Comuni capoluogo, le università della regione.
L'obiettivo è quello di rendere partecipi la società civile e le istituzioni dei concreti, gravissimi problemi della giustizia anche nella nostra regione ed individuare cause e possibili rimedi mettendo al centro l'interesse ed il punto di vista degli utenti, che non può essere delegato ad alcuna componente della giustizia, ancor più se con pretese di autoreferenzialità.
Camere Penali dell'Emilia Romagna